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di
Luca Santantonio
- tratto da PhoeniX n°4 2009
Dopo la brillante prestazione dello scorso
campionato, che ha visto i ragazzi classificarsi al terzo posto,
anche quest’anno il Gruppo Valdinievole partecipa al campionato Uisp
Promozione. La squadra costituita nel 1998 è un input per i ragazzi
che cercano di uscire dalla tossicodipendenza e che anche attraverso
lo sport, il calcio in questo caso, trovano la forza di cambiare
modo di vivere, tramutando la gioia di una vittoria sul campo da
gioco in una vittoria sul campo della vita; la squadra così si nutre
del miglior dono che la vittoria delle piccole partite di calcio
possa dare: “la fiducia”. Così si celebrano le vittorie di ieri,
proprio per aver più forza nelle battaglie di domani.
Nessuno della squadra si arrende nel momento della sconfitta,
nessuno di noi ha mai appeso le scarpette al chiodo, perché il
nostro gioco è animato da un entusiasmo nuovo, non fingiamo di
essere forti, lo siamo, perché alleniamo i muscoli della volontà,
perché il dolore è il vissuto di ognuno di noi, è l’inizio del
cammino verso una nuova vita. L’entusiasmo e l’allenamento però non
sono sufficienti per vincere la partita, è importante anche la
passione. Noi questa l’attingiamo dal nostro MISTER, lui è
l’ispirazione, noi il risultato. Il nostro equipaggiamento è
composto da tre cose: fede, speranza e amore.
L’amore che sprigiona il nostro gruppo non ci fa
perdere la speranza di essere uomini nuovi e migliori.
Portiamo addosso con orgoglio la nostra divisa
perché i suoi colori sono i colori dell’impegno; i nostri avversari
non sono i nostri rivali in quanto la rivalità provoca intolleranza,
ma loro costituiscono un ponte che tende alla compassione e
all’unione. La forza di questa squadra è il frutto di una forza
interiore che diventa motore e perseveranza per affrontare nuove
sfide, nuovi incontri. La gioia di vivere è gioia condivisa, intento
comune, forza per il conseguimento di obiettivi più alti. Per questo
noi crediamo nel motivo profondo del nostro gioco, nella forza che
dà il lottare insieme, perché le partite non si vincono da soli.
La nostra perseveranza è volta ad un
intento, superare e il nostro scalare la classifica è sinonimo di
una crescita interiore. Il nostro gioco è un invito all’abbattimento
di pregiudizi, un invito ad uno sguardo nuovo, al recupero di una
dignità di vita, ad una rivalutazione dell’essere uomo in quanto
tale; uomo che aspira al rinnovamento e non al ripetersi. Il mio
ruolo in questa squadra è quello del magazziniere. Con loro
condivido le emozioni dello spogliatoio, e di loro ammiro la volontà
di mettersi in gioco ad ogni incontro sia che si vinca sia che si
perda, perché è meglio dare un calcio al pallone che darlo alla
propria vita. Una nota di merito va anche a quei ragazzi che pur non
scendendo in campo, fanno il loro dovere permettendo a questi
ragazzi di indossare quella maglia che da molti anni è sinonimo
di VITA!

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